giovedì 14 marzo 2013

Parte 1- Come ho scelto di partorire in casa...

Appena ho saputo di essere incinta, qualcosa dentro di me si è acceso...attivato...e credo che questo sia avvenuto lentamente e silenziosamente...forse fin da subito, dal concepimento.
...ero di soli tre mesi quando ho cominciato a cercare un luogo che potesse essere il nostro nido sicuro, il luogo dove avrei partorito.
Cercavo e cercavo...infondo cercare e ricercare è qualcosa che mi ha sempre contraddistinto, non mi sono mai piaciute le soluzioni preconfezionate e certo non avrei mai fatto qualcosa per il solo motivo che "tutti fanno così"o perché "é la normalità..." e blablabla...
No, non l'ho mai fatto e di certo non l'avrei mai potuto fare in quel momento, nel momento in cui il mio corpo custodiva qualcosa di così prezioso: La Vita!
...già qualche anno addietro mi era balenato nella testa la remota possibilità di partorire in casa, ne avevo sentito parlare, avevo visto qualcosa anche sul web...ma la ritenevo una cosa più o meno impossibile...e qui da noi poi...chi partorisce mai in casa???
Beh, dunque continuavo a cercare una soluzione che potesse andarmi bene...forse una via di mezzo??!...avevo pensato al parto in acqua e stavo pensando all'ospedale di Poggibonsi perchè una amica aveva partorito lì e me ne aveva parlato bene...
...ma poi una mattina, durante la mia lezione di yoga, Sofia, una mia compagna di corso (ostetrica) mi invita a partecipare al corso di preparazione al parto che tiene con la sua collega ogni lunedì pomeriggio...
ed ecco la svolta...
era un lunedì di maggio ed io mi affaccio timidamente al Centro Namastè, entro e mi presento: "sono Martina, mi manda qui Sofia...", allora si alza una graziosa donnina che se ne stava comodamente seduta a terra insieme ad altre donne panciute..."Ciao Martina, io sono Polina!"...
...sì, è così che è cominciata, è così che ha cominciato a prender forma il mio sogno...
allora mi sono seduta con la mia piccola pancia (ero la più piccola!!) e...mi sono subito sentita a casa...!
Quell'aria semplice e amichevole che si respirava, quell'accoglienza spontanea di chi ti fa sentire che vai bene così...che siamo tutte lì insieme per nascere a noi stesse ed insieme coi nostri bambini...
Ecco che ho trovato una famiglia...un luogo di accoglienza e amore, professionalità e competenza....per la prima volta qualcuno che faceva quel lavoro, mi stava guardando come una persona e non come un numero od un caso clinico...finalmente ero solo una donna che aspettava il suo bambino ed ero pienamente me, con le mie paure, le mie fragilità, le mie rabbie, i miei disappunti...potevo esprimermi ed essere quella che ero.
Era quallo che stavo cercando: un luogo sicuro, che potesse contenere quella che ero e quella che stavo diventando...ed il fiume...ma più volte il mare delle mie emozioni!
Polina e Sofia, le mie due ostetriche, due meravigliose madri, due donne sicure e rassicuranti, accoglienti, forti e sapienti...e tutte le altre mamme, le mie carissime amiche di pancia...E' inestimabile il valore di tutto questo...siamo diventate/i una grande famiglia!
...io sono approdata al corso per cercare di capire qualcosa di più su dove volevo partorire e ho continuato ad essere orientata sul parto in acqua in uno degli ospedali amici dei bambini...ma è stato più avanti che ho davvero capito cosa volevo per me e per mio figlio!
Il corso è stato un cammino, un sentiero sicuro che potevo seguire, mi sentivo bene ed ero felice di aver incontrato delle persone così vicine a me.
Spesso il lunedì, poi, ci venivano a trovare le mamme che avevano già partorito, arrivavano coi loro frugoletti e ci raccontavano le loro esperienze...e credo, senza dubbio, che siano stati questi incontri a orientare sempre più la mia scelta. Arrivavano donne piene di luce, sicure e forti del loro essere madre che ci raccontavano la gioia, il dolore...e di come l'avevano vissute.
C'erano madri che avevano partorito in ospedale e madri che avevano partorito in casa...non erano tanto i loro racconti ad essere diversi, ma il loro modo di sentirsi madre, i loro sguardi. Notavo sempre di più la differenza tra una madre e l'altra: chi aveva partorito in casa aveva un altro modo di raccontare il dolore del parto, c'era un'altra emozione dietro, un'altra forza...e non ero l'unica a vedere questa differenza, senza che io gliene avessi mai parlato, dopo uno di questi incontri, fu proprio mio marito a farmi notare questa cosa...


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